Dal 24 al 26 aprile 2026, negli spazi diMO.CA – Centro per le Nuove CultureaBrescia,Seeds of Hope Network – APSha promosso e organizzatoDOVE NON SIAMO, una mostra immersiva dedicata all’esodo palestinese contemporaneo.
Nata dalla collaborazione con IL CINE, STesso Studio e numerose realtà del territorio, la mostra è stata costruita con un obiettivo preciso: creare uno spazio capace di rompere la distanza emotiva che troppo spesso separa ciò che accade a Gaza dalla percezione quotidiana delle persone.
Le opere esposte nascono direttamente a Gaza attraverso lo sguardo dei fotografi palestinesiAhmed Hussein YouneseAli Imad Alhamarna, in un contesto in cui creare, documentare e continuare a raccontare significa spesso resistere alla cancellazione della propria stessa esistenza.
Il titoloDOVE NON SIAMOnasce da un’assenza reale: gli autori delle opere non hanno potuto essere presenti all’inaugurazione della loro stessa mostra.
Per Ali è stata presentata una richiesta di visto Schengen completa di inviti istituzionali, garanzie economiche, assicurazioni e voli, ma la domanda è stata respinta. Per Ahmed, invece, non è stato possibile presentare alcuna richiesta a causa dell’assenza di un passaporto valido.
Abbiamo scelto di non nascondere questa assenza.
Di lasciarla esistere dentro la mostra, dentro il percorso, dentro il silenzio di alcune stanze.
L’intero allestimento è stato pensato come un’esperienza immersiva e narrativa capace di accompagnare il visitatore attraverso le diverse fasi dell’esodo: la casa, la distruzione, la fuga, il viaggio, lo sfollamento, la precarietà.
Dagli ambienti domestici iniziali — costruiti attraverso oggetti quotidiani, libri, vestiti e dettagli familiari — si passava progressivamente a spazi segnati da macerie, polvere, testimonianze audio e immagini sempre più difficili da sostenere emotivamente.
Una delle sezioni più intense della mostra era dedicata alle “fotografie viventi”: accanto alle immagini, QR code audio permettevano ai visitatori di ascoltare direttamente in lingua araba e italiana le voci dei fotografi palestinesi, creando una relazione profonda e personale con ciò che stavano osservando.
Nella stanza buia, dedicata alle immagini più crude della mostra, il pubblico poteva osservare le fotografie soltanto attraverso una torcia, immerso nel suono continuo dellazanana, il rumore dei droni che sorvolano costantemente Gaza. Molti visitatori uscivano da quello spazio in silenzio, incapaci di parlare.
Durante i tre giorni di apertura,DOVE NON SIAMOha accolto oltre 1000 visitatori. Un risultato che, considerando le dimensioni dell’evento, il budget estremamente limitato e la natura indipendente del progetto, ha avuto un impatto enorme sul territorio bresciano.
Per noi non è stato soltanto un evento culturale.
È stato uno spazio reale di incontro, ascolto e coscienza collettiva.
Per tre giorni abbiamo visto persone fermarsi, piangere, discutere, restare dentro la mostra molto più del previsto. Abbiamo visto visitatori uscire sconvolti dalla stanza buia, incapaci di guardarsi allo specchio nella sala finale senza provare disagio o responsabilità. Abbiamo visto centinaia di persone lasciare pensieri, testimonianze e riflessioni spontanee nel quaderno condiviso presente all’interno della tenda conclusiva del percorso.
Molti hanno scritto di impotenza, vergogna, umanità, memoria.
Molti ci hanno detto che non sarebbero riusciti a dimenticare facilmente quello che avevano attraversato.
Ed è proprio lì che abbiamo compreso davvero l’impatto della mostra: non solo nella partecipazione numerica, ma nella capacità di interrompere, anche solo temporaneamente, quella distanza emotiva che spesso rende Gaza qualcosa di lontano, astratto, consumato velocemente attraverso uno schermo.
Durante l’evento sono stati raccolti 4.992€, trasformando il coinvolgimento generato dalla mostra in un sostegno concreto verso il territorio palestinese.
Oltre il 92% dei fondi raccolti è stato destinato aThe Zaynab Project, partner operativo sul territorio di Gaza, per sostenere la realizzazione della “Zaynab Marathon for Orphans – Gaza”, un’iniziativa comunitaria dedicata ai bambini palestinesi rimasti senza protezione familiare a causa della guerra.
Il progetto sarà realizzato nel giorno della Nakba e dell’International Day of Families, mettendo al centro una delle conseguenze più devastanti del conflitto: la perdita della famiglia e della possibilità stessa di crescere dentro una dimensione protetta.
Sapere che persone entrate in uno spazio espositivo a Brescia abbiano contribuito concretamente a creare un momento di presenza, cura e condivisione per bambini orfani a Gaza rappresenta, per noi, una delle continuità più profonde e significative generate da questo progetto.
DOVE NON SIAMO non si è conclusa dentro le mura della mostra.
Ha costruito un ponte reale tra luoghi, persone e vite che normalmente restano separate.
L’esperienza di Brescia ha inoltre generato richieste di replica, nuove connessioni e interlocuzioni con realtà culturali e istituzionali interessate a ospitare il progetto in altri contesti.
Per questo motivo, DOVE NON SIAMO non è una mostra conclusa.
È uno spazio che continua ad aprirsi.



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