Rassegna Stampa: l’intervento della Presidente Alice Ungaro su Radio Onda d’Urto

Ieri abbiamo avuto l’occasione di raccontare pubblicamente ciò che per noi è nato prima di tutto come una relazione.

La trasmissione ha presentatoDove non siamocome una mostra fotografica e audiovisiva immersiva che nasce dal basso, grazie a una comunità che sceglie di farsi carico delle storie degli altri, sostenuta da benefattori locali e una campagna dicrowdfunding. Una definizione che ci rappresenta profondamente.

Perché questo progetto non nasce da un bando, né da una programmazione culturale astratta.
Nasce da persone che hanno deciso di assumersi una responsabilità.

La mostra utilizza il linguaggio del cinema documentario e della fotografia di testimonianza per raccontare l’esperienza dell’esodo forzato e della perdita della casa come condizione umana universale. Non come fatto distante, ma come esperienza che interroga ciascuno di noi.

Le immagini e il cortometraggio sono realizzati daAhmed Hussein YouneseAli Imad Alhamarna, i nostri due giovani videomaker che documentano la vita civile nella Striscia di Gaza con uno sguardo diretto, rigoroso e umano. Uno sguardo che non spettacolarizza, ma testimonia.

In studio, accanto a Camillo, erano presenti i ragazzi deIL CINE, partner culturali del progetto sul territorio di Brescia, insieme ad Alice Ungaro, presidente diSeeds of Hope Network – APS.

Il dialogo è stato l’occasione per chiarire ciò che per noi è essenziale: non si tratta soltanto di portare delle immagini in uno spazio espositivo. Si tratta di trasformare un incontro umano in uno spazio pubblico di responsabilità e dialogo.

“Dove non siamo” parla di esodo, di perdita, di assenza.
Ma nasce da una presenza concreta: quella di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

Essere in radio ha significato questo: rendere pubblico il percorso, spiegare perché abbiamo scelto di farci carico di questa relazione e invitare altre persone a farne parte.

La mostra è un evento culturale.
Ma prima ancora è un atto collettivo.

E continua a crescere ogni volta che qualcuno decide di ascoltare.

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